Eni ed Enel in campo per calmierare i costi di rifornimento degli italiani durante il flusso di rientro dalle vacanze estive.

Per finanziare l’ennesima proroga del taglio delle accise sul diesel, che sommata al rifinanziamento del credito d’imposta sul gasolio per l’autotrasporto vale 127,7 milioni, il governo ha bussato alla porta dei colossi dell’energia, ideando una sorta di prestito di liquidità a breve termine concessa al Fisco ma senza impatto negativo sui loro bilanci.

Le coperture del nuovo taglio La bozza del provvedimento, visionata da MF-Milano Finanza, prevede infatti un acconto delle imposte sui dividendi (il 39%) per i gruppi che nel corso del 2025 hanno registrato ricavi superiori ai 20 miliardi di euro.

Sopra questa soglia ci sono solo due aziende: Eni ed Enel.

L’acconto del 39%, si legge ancora nella bozza del dl, fa maturare alle società un credito d’imposta di pari importo, dunque, le imprese energetiche potranno recuperare interamente la somma scalando le imposte che dovranno versare in futuro.