Il governo proroga fino al 5 settembre il taglio di 17 centesimi delle accise sul gasolio. Il costo della misura, attorno ai 130 milioni di euro, sarà pagato dalle compagnie energetiche con un sistema di acconto sulle tasse dei dividendi.

Sono interessate quelle società che «sulla base del bilancio consolidato relativo all’esercizio antecedente a quello in corso al 31 dicembre 2026, abbiano conseguito ricavi consolidati complessivi superiori a 20 miliardi di euro».

Un meccanismo che non era previsto. In sostanza le società energetiche quando distribuiscono gli utili agli azionisti devono versare allo Stato una ritenuta d’imposta su quei dividendi. Chiedendo alle aziende di versare in anticipo questa quota fiscale, il governo ottiene subito la liquidità necessaria a compensare le minori entrate dovute al calo delle accise alla pompa.

Come verrà finanziato il taglio delle accise

Si tratta di una misura finanziaria contabile: le entrate dello Stato non aumentano ma si ottiene cassa subito. Questo consente di approvare una misura di emergenza senza scostamenti di bilancio, quindi senza impattare sui conti pubblici. In cambio le società energetiche hanno un credito di imposta.