Macerata, 28 agosto 2026 – Crollano non solo gli atleti esperti ma anche i ragazzi dei vivai: il disagio emotivo abbraccia qualsiasi età, perché contribuisce a creare stress. “Ecco uno dei motivi per cui si registra un alto tasso di abbandono sportivo in età preadolescenziale”. È quanto osserva Cristina Marinelli, psicologa dello sport che vanta esperienza con la Federcalcio ed è stata anche una pallavolista. “Si sta creando – spiega – questo sistema di richiesta costante di performance quando i bambini hanno come obiettivo divertirsi e giocare. Si lavora sull’urgenza quando si verifica un infortunio o un abbandono, mentre occorre prevenire il disagio che presenta rischi per l’attività”.
Marinelli, per contrastare l’abbandono causato dallo stress occorre coinvolgere allenatori, dirigenti e familiari?
“Serve un lavoro con chi sta più a contatto con i ragazzi. Ma un po’ tutti mettono ansia, anche involontariamente. Di solito a un giovane la prima domanda di chiunque dopo la prova sportiva è “Hai vinto?“, “Hai segnato?“, “Quanto avete perso?“”.
Le sono mai capitati in carriera casi di disagio emotivo?
“Sì, nei settori giovanili e con professionisti”.






