Due dei quattro arrestati con l'accusa di aver eseguito materialmente l’attacco al giornalista sono stati ascoltati dai pm durante l’interrogatorio a Rebibbia. Secondo i loro avvocati "hanno confermato che non volevano far male a nessuno e che non conoscevano Ranucci". Intanto il factotum di Lavitola ribadisce: "Non sono latitante. Sono certo che sarò un uomo libero, solo il tempo di verificare che non c'entro niente in tante cose, sono un lavoratore"
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Pellegrino D'Avino e Antonio Passariello, due dei quattro arrestati con l'accusa di essere gli esecutori dell'attentato a Sigfrido Ranucci, "hanno avuto rapporti solo con Tavares. Hanno confermato che non volevano far male a nessuno e che non conoscevano Ranucci, né Lavitola". A dirlo sono i loro avvocati, Generoso Pagliarulo e Antonio Falconieri, dopo l'interrogatorio dei due uomini svoltosi a Rebibbia, dove sono stati ascoltati oggi dai pm. E al Tg1 Gomes Tavares, factotum di Valter Lavitola e anche lui indagato, conferma: "Conosco alcuni degli arrestati per l'attentato ma della bomba non parlo".
Difesa arrestati: "Rito abbreviato? È una possibilità"









