“Noi siamo sempre stati contrari a misure legate al supposto reddito. C’è in Italia una marea di bonus, e vanno per la maggior parte a stranieri ed evasori“. Istruttive parole del senatore Claudio Borghi, che ha spiegato così l’opposizione della Lega all’idea di sostituire il taglio delle accise generalizzato sul gasolio con una misura mirata a chi ha redditi bassi, come preannunciato da Palazzo Chigi mercoledì. Due frasi che in un colpo solo riescono a mettere nel mirino la capacità del sistema fiscale di individuare gli evasori nonostante la “storica” riforma appena mandata in porto dal governo Meloni dopo tre anni di lavoro e la revisione dell’Isee, lo strumento con cui si valuta la condizione economica complessiva delle famiglie, approvata nel 2025.

Per Borghi gli aiuti ai meno abbienti lascerebbero “fuori il ceto medio” e finirebbero “sempre ai soliti”. Fumo negli occhi l’idea di distribuirli attraverso la card Dedicata a te presentata nel 2023 da mezzo governo come un grande per sostenere i nuclei con Isee fino a 15mila euro: “Per la stragrande maggioranza dei casi va agli stranieri, mentre la nostra base elettorale è il ceto medio. Molto meglio sarebbe un taglio delle accise o dell’Iva, più sostanzioso se possibile, valido per tutti”. Poco importa se è una misura regressiva che va soprattutto a beneficio di chi ha auto di grossa cilindrata.