Il governo ha annunciato l’arrivo di aiuti per i redditi bassi contro il caro carburanti. Le misure, ancora allo studio, hanno già fatto discutere la maggioranza. La Lega è contraria a sostegni legati al reddito e d’accordo invece, a una tassa sugli extraprofitti. FI non ne vuole sapere. Ne abbiamo parlato col senatore del Carroccio, Claudio Borghi.
Il governo ha prorogato il taglio delle accise fino al 5 settembre e annunciato l'arrivo di aiuti per i redditi bassi. Le misure non sono ancora state definite ma la maggioranza già scricchiola. In particolare la Lega, contraria a introdurre sostegni legati al reddito che finiscono per lasciare la maggior parte delle famiglie italiane a bocca asciutta. Una questione a cui si lega un altro tema, motivo di scontro nella maggioranza: una tassa sugli extraprofitti delle società energetiche. Per il Carroccio sarebbe una delle soluzioni possibili per recuperare le risorse necessarie a contenere i prezzi di diesel e benzina. Forza Italia non ne vuole sapere. Ne abbiamo parlato col senatore del Carroccio, Claudio Borghi.
Tajani ha detto le misure che il governo intende mettere in campo aiuteranno poveri e ceti medi. Lei invece sostiene che il ceto medio resterà fuori. Perché? Ogni volta che si parla di bonus per le famiglie in difficoltà l'unico strumento che normalmente viene utilizzato per questo scopo è l'Isee. Parlo dalla mia esperienza in Parlamento e posso dire che finisce sempre così: c'è una misura che si pensa che sia utile e allora tutti partono con entusiasmo; dopodiché si vede che costa troppo e la si limita alle persone più svantaggiate, sulla base dell'Isee. Sono convinto che se si facesse un elenco della somma degli interventi possibili per queste, quasi inesistenti, famiglie a Isee bassissimo e la si confrontasse con il ceto medio verrebbe fuori che questi ultimi sono praticamente più poveri, perché in assenza di alcun tipo di agevolazione subiscono una tassazione più elevata. Alla fine il ceto medio è quello che sta peggio.











