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Marco Cremonesi

Il Carroccio: tassare di più le banche. Tajani: misura sovietica

Dieci minuti, il tempo di un caffè. Abbastanza per licenziare in Consiglio dei ministri due provvedimenti attesi su benzinai e altoforni: la proroga fino al 5 settembre dello sconto sui carburanti e le «misure urgenti per assicurare la continuità operativa di impianti di interesse strategico nazionale». E cioè l’acciaieria ex Ilva di Taranto, i cui forni sono stati sospesi, a partire dal prossimo 28 ottobre, da una sentenza.

Lo sconto dal benzinaio è identico a quello scaduto ieri sera, 17 centesimi al litro soltanto sul gasolio e non sulla benzina. Costo per le casse pubbliche, 130 milioni di euro. In teoria, dovrebbe essere l’ultimo degli sconti per tutti. Perché il prossimo decreto dovrà essere «strutturale», fino al termine della crisi energetica. Ma riservato a una platea molto più limitata: i più esposti ai rincari come gli autotrasportatori e gli sconti saranno «selettivi sulla base del reddito». Ma questo secondo punto è al momento poco definito.