La novità principale della ventesima edizione di MiTo è lei: Speranza Scappucci - direttrice d'orchestra di fama internazionale (prima donna italiana ad aver diretto l'opera alla Scala, attualmente direttrice principale ospite alla Royal Opera House di Londra) - che del festival musicale di Milano e Torino è diventata direttrice artistica.
Negli ultimi anni quella posizione è stata affidata a compositori, mai in precedenza a chi sta sul podio. E Scappucci nel mettere insieme il programma ha fatto ciò che ogni direttore d'orchestra fa di fronte ai musicisti, ovvero unire in modo armonico le differenze (le voci dei vari strumenti) senza appiattirle. Per questo ha scelto come tema del suo primo MiTo - in programma dal 6 al 20 settembre - Harmonia, figura mitologica figlia di Ades, dio della Guerra, e Afrodite, dea dell'amore, consapevole che "non ci può essere armonia senza contrasto".
Tema attualissimo, non tanto per il successo dei miti greci con l'Odissea di Nolan quanto per la realtà in cui viviamo. "Non solo le guerre che ci sono, e infatti apriamo MiTo con il War Requiem di Britten (eseguito dall'orchestra della Rai diretta da Simone Young alla Scala e poi all'auditorium di Torino, ndr) ma anche i contrasti, le differenze sociali, che diventano motivo di tensione. Invece - dice la direttrice all'ANSA - dovremmo celebrare le differenze" che sono una ricchezza. "Bisogna tendere ad unire le persone nelle diversità", è convinta. E in questo la musica aiuta davvero, soprattutto in un festival come MiTo che è nato per avvicinare pubblici diversi grazie a concerti gratuiti o a prezzi comunque popolari.






