di Alberto Fassio

Il gruppo britannico nel 2028 compie 50 anni, ma non ha intenzione di fermarsi. In autunno un nuovo tour e l’album "Reportage", a cui hanno ripreso a lavorare dopo la malattia del chitarrista Andy Taylor: «Vogliamo un altro disco di cui possa essere orgoglioso». Il cantante Simon Le Bon e il tastierista e fondatore Nick Rhodes ripercorrono la storia della band tra Sanremo, l’Italia e il sogno del Super Bowl

I “Wild Boys” sono cresciuti, ma non si sono addomesticati. Nel 2028 i Duran Duran festeggeranno cinquant’anni e continuano a muoversi nel presente senza diventare la copia celebrativa della band che ha conquistato gli anni Ottanta e segnato un’intera generazione. Nel racconto che il frontman Simon Le Bon, 67 anni, e il tastierista e fondatore Nick Rhodes, 64, fanno a 7, la loro longevità nasce dall’amore per il gruppo, dal desiderio di sperimentare e dalla volontà di riconoscersi nella stessa idea senza ripeterla mai allo stesso modo. In autunno arriveranno la versione fisica di Free To Love: Hot Star Remixes, un tour europeo e uno speciale concerto di Halloween alla The O2 di Londra, il 31 ottobre. Una storia che attraversa musica, moda e immaginario pop, come mostra anche la collaborazione con la maison Xerjoff, con cui hanno creato le fragranze Black Moonlight e NeoRio. Ma anche una vicenda fatta di crisi, rimpianti, sogni nel casetto e progetti ancora aperti, come Reportage, il disco incompiuto che stanno ultimando con Andy Taylor.