Milano – Confessioni di un (ex) wild boy. John Taylor si prepara a riaccendere coi Duran Duran passioni mai sopite suonando il 7 luglio all’Arena di Verona, il 9 alla Reggia di Caserta e l’11 luglio a Villa Manin di Codroipo. Ma intanto racconta in videocall l’epopea di “Hungry like the wolf”, “The reflex”, “A view to a kill" e “Rio” così come continua a viverla coi suoi sodali di sempre Simon Le Bon, Nick Rhodes e Roger Taylor.
John ogni volta che vi chiedete a cosa è dovuta questa forte connessione col pubblico italiano, la risposta qual è?
“Effettivamente abbiamo un legame molto forte con il nostro pubblico, soprattutto con le ragazze che ci hanno scoperto durante l’adolescenza. A quell’età la musica può diventare essenziale: ti fa sentire compreso e ti aiuta ad attraversare momenti difficili. Per me è stato così con David Bowie, che ascoltavo continuamente perché sembrava capire ciò che stavo vivendo. Quando superi quella fase, resti per sempre grato agli artisti che ti hanno accompagnato. È bello incontrare persone che raccontano quanto la nostra musica abbia segnato un momento importante della loro vita. In fondo, tutti siamo stati “salvati” dalla musica. Oggi molti giovani vivono la stessa esperienza con artiste come Sabrina Carpenter o Taylor Swift: è quasi un rito di passaggio”.







