Svezia, Paesi Bassi, Spagna e Polonia rilanciano il dossier sugli asset russi immobilizzati nell'Unione europea. L'obiettivo è trovare un modo per utilizzare quei fondi a sostegno dell'Ucraina, mentre Kyiv deve fare i conti con un nuovo buco nei finanziamenti e le capitali europee guardano già alla stagione elettorale del 2027.

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Il tema torna sul tavolo con una lettera indirizzata all'Alto rappresentante dell'Ue per la politica estera, Kaja Kallas, e alla ministra degli Esteri irlandese Helen McEntee, il cui Paese detiene la presidenza di turno del Consiglio dell'Unione europea. La proposta nasce dalla Svezia ed è stata sottoscritta da quattro Paesi scelti per rappresentare diverse aree geografiche dell'Europa: Nord, Ovest, Sud ed Est.

"L'Ucraina ha bisogno di più sostegno finanziario sia a breve sia a lungo termine", si legge nella lettera. Per i quattro governi è quindi arrivato il momento di "tornare sulla questione di come utilizzare ulteriormente gli asset immobilizzati della Russia a beneficio dell'Ucraina".

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