Alcuni governi europei hanno chiesto a Bruxelles di riaprire il dossier degli asset sovrani russi congelati nell’Unione europea e di studiare nuove modalità per usarli a sostegno dell’Ucraina. Ha dato la notizia il Financial Times: «Svezia, Paesi Bassi, Spagna e Polonia stanno preparando una lettera alla Commissione europea per sollecitare una ripresa dei lavori sul piano e chiedere quali progressi siano stati compiuti nella ricerca di soluzioni giuridiche e tecniche alternative».
Sul tavolo ci sono più di duecento miliardi di euro di attività della Banca centrale russa immobilizzate nell’Ue dopo l’invasione su vasta scala dell’Ucraina del febbraio 2022. Il progetto di usare questi beni per finanziare direttamente Kyjiv era naufragato lo scorso inverno soprattutto per l’opposizione del Belgio, dove è custodita la maggior parte degli asset attraverso Euroclear. Bruxelles teme infatti di dover sostenere il peso di eventuali richieste di risarcimento o conseguenze legali da parte della Russia. «Ora è il momento di iniziare una nuova discussione su come possiamo utilizzare ulteriormente gli asset congelati della Russia a beneficio dell’Ucraina e nostro», ha detto al Financial Times la ministra degli Esteri svedese Maria Malmer Stenergard, secondo cui questa sarebbe «la soluzione giusta e intelligente» per permettere a Kyjiv di difendersi e, allo stesso tempo, rafforzare la sicurezza europea.









