Il disastro ha colpito uno dei corridoi più importanti tra Nepal e Cina, con il passaggio di Rasuwagadhi, collegato sul lato tibetano al porto di Gyirong, che rappresenta la principale direttrice terrestre del commercio nepalese con la Cina. La rotta collega la capitale nepalese Kathmandu alla regione tibetana e, almeno potenzialmente, costituisce uno degli sbocchi verso il mercato cinese e verso le infrastrutture della Belt and Road Initiative.

Prima della piena, lungo questo asse transitavano prodotti cinesi destinati al Nepal, tra cui apparecchi elettronici, abbigliamento, calzature e veicoli elettrici. Nel 2025-2026, attraverso il valico sarebbero entrati in Nepal più di 6.500 veicoli elettrici cinesi. La distruzione del ponte di frontiera, delle strade e delle strutture doganali minaccia quindi una direttrice commerciale già fragile e costosa da mantenere, essenziale per la strategia di diversificazione di Kathmandu, tradizionalmente dipendente dai collegamenti con l’India.

Ma il valore di questo corridoio è anche politico. La strada che attraversa Rasuwa viene infatti utilizzata da commercianti, pellegrini e lavoratori e collega Kathmandu a Lhasa. Il controllo dei suoi accessi consente a Pechino di rafforzare la presenza economica e amministrativa sul versante tibetano, mentre il Nepal vede in quel collegamento una possibile alternativa alla dipendenza dai porti e dalle vie di transito indiane.