L’IA sta entrando nell’ecosistema globale della difesa attraverso una filiera sempre più ampia, che va dai contractor tradizionali alle startup, fino alle big tech e ai laboratori di ricerca. Un settore in rapida espansione, ma difficile da governare e ancora più complesso da regolamentare
Negli ultimi anni il perimetro di collaborazione tra aziende attive nel campo dell’IA e le Forze armate ha vissuto un vero e proprio boom. Ai gruppi della difesa che da decenni sviluppano sistemi d’arma si sono affiancate start-up nate attraverso capitali di rischio, colossi tecnologici che controllano cloud e infrastrutture, e i grandi laboratori di modelli fondativi, fino a poco tempo fa restii a qualsiasi contatto con il settore militare. È un ecosistema che cresce rapidamente e che, proprio per questo, diventa sempre più difficile da leggere e comprendere. A mettere ordine in questo groviglio ha contribuito un report dello Stockholm International Peace Research Institute (Sipri), che fornisce un’utile revisione dei principali cambiamenti in corso, degli attori in campo e delle criticità da affrontare.
Un’infrastruttura condivisa
Il punto di partenza per comprendere l’evoluzione che interessa il settore è che l’intelligenza artificiale militare non nasce quasi mai da zero. Si appoggia invece a un’infrastruttura in larga parte civile: chip, data center, cavi in fibra ottica, piattaforme cloud come Azure o Amazon Web Services. Su questa base si sviluppano i modelli fondativi (vale a dire i grandi modelli generici e non specializzati come Gpt o Claude), che a loro volta possono comprendere applicazioni specifiche, come il supporto al targeting, la logistica, il comando e controllo e i sistemi d’arma autonomi. Costruire un ecosistema interamente militare, separato da quello commerciale, sarebbe un costo che nemmeno le potenze più ricche possono permettersi con facilità. Anche il modello Claude Gov, la versione di Claude fornita alle agenzie di sicurezza nazionale statunitensi, resta una declinazione dello stesso sistema usato ogni giorno da milioni di utenti civili, adattata per ambienti classificati.








