Il venture capital sta entrando con più forza nel defense tech, spinto dalla crescita della spesa militare e dalla domanda di tecnologie più rapide, adattabili e producibili su scala. Il capitale si concentra soprattutto sulle società già in fase di crescita e premia autonomia, software e sensoristica, ma la prova decisiva resta industriale: trasformare valutazioni elevate e contratti potenziali in prodotti, volumi e capacità reali
Il venture capital sta assumendo un ruolo più rilevante nel finanziamento del defense tech, dopo anni in cui il settore era rimasto ai margini degli investimenti privati. La crescita della spesa militare e le indicazioni arrivate dai conflitti hanno aumentato l’interesse per sistemi autonomi, software, sensori e tecnologie capaci di ridurre tempi e costi di produzione. Il rapporto di PitchBook fotografa questa accelerazione, registrando nel primo trimestre del 2026 investimenti pari a 19,8 miliardi di dollari in 262 operazioni, il valore trimestrale più alto della serie. Su dodici mesi il totale è salito a 64,9 miliardi, rispetto ai 30,3 miliardi del periodo precedente.
Più capitale nelle fasi avanzate
L’aumento degli investimenti si concentra sulle società già in fase di crescita. Late stage e venture growth hanno assorbito l’88% dei capitali del trimestre, per un totale di 17,3 miliardi di dollari. Il venture growth ha raggiunto da solo 9,3 miliardi, una cifra vicina all’intero ammontare investito in questa fase nel 2024.








