Il defence tech non è più una nicchia laterale del venture capital. È diventato uno dei fronti più sensibili della competizione tecnologica globale. Nel primo semestre 2026, secondo un report di BestBrokers, le startup attive in difesa, aerospace e spacetech hanno raccolto 22,6 miliardi di dollari. Nello stesso periodo, 16 società del settore hanno superato la soglia del miliardo di valutazione privata, entrando nel club degli unicorni.Il dato segnala un cambio di fase. Fino a pochi anni fa molti investitori guardavano con cautela alle tecnologie militari. Pesavano vincoli reputazionali, cicli di vendita lunghi, dipendenza dai governi e barriere regolatorie. Oggi il quadro è diverso. L’aumento della spesa pubblica per la modernizzazione militare, la centralità dell’intelligenza artificiale e l’espansione dell’economia spaziale hanno aperto nuovi spazi per capitali privati e startup specializzate.La mappa descritta dal report mostra un mercato più ampio della sola industria degli armamenti. Dentro il perimetro rientrano droni autonomi, software di intelligence, sorveglianza satellitare, sistemi orbitali, razzi, manifattura nello spazio e data center spaziali. È un ecosistema ibrido, dove difesa, infrastrutture digitali e spazio tendono a sovrapporsi.Indice degli argomenti
Defence tech, boom degli unicorni
Defence tech e spacetech attirano 22,6 miliardi nel 2026: 16 nuovi unicorni e una nuova fase per sicurezza, spazio e AI.







