Perdere i chili di troppo non è solo questione di forza di volontà. E persino la dieta più rigorosa o l’utilizzo dei nuovi farmaci anti-obesità spesso si scontrano con un freno invisibile, che rende difficile dimagrire, e ancor di più mantenere i risultati ottenuti sul lungo periodo. La causa? Una vera e propria memoria molecolare dei nostri tessuti adiposi, capace di sabotare i processi metabolici con cui si perde peso anche molto tempo dopo un cambio di alimentazione o di forma fisica. A svelarlo è uno studio della Showa University di Tokyo, pubblicato su Science Translational Medicine, che ha individuato nel malfunzionamento di una specifica proteina la chiave per comprendere la difficoltà con cui si scontrano le persone con obesità o sovrappeso quando tentano di perdere i chili in eccesso.
La memoria dei tessuti adiposi
Diverse ricerche negli ultimi anni hanno esplorato i meccanismi fisiologici che modificano il metabolismo delle persone in eccesso ponderale. È noto che si tratta di una sorta di memoria epigenetica, che altera l’espressione genica delle cellule che compongono i tessuti adiposi, e attiva meccanismi che riducono il dispendio energetico e facilitano il recupero del grasso in eccesso.






