C’è un lenzuolo di lino, conservato al Duomo di Torino, che attraversa la stessa linea della Storia. Almeno una buona parte. Per i cattolici, la Sacra Sindone ha avvolto il corpo di Gesù di Nazaret nel sepolcro, dopo la passione e la crocifissione. Se ne possono riconoscere i segni e anche il volto. La Chiesa non ne ha riconosciuto l’autenticità, lasciando alla scienza il compito di esaminare le prove. Adesso, a distanza di circa 2000 anni dalla morte di Cristo, sulla rivista Scientific Reports del gruppo editoriale Nature, è stato pubblicato un articolo con nuove ricerche sul sequenziamento del Dna rinvenuto nel telo. Lo studio ha analizzato i campioni prelevati nel 1978 dal medico legale Pierluigi Baima Bollore ed è realizzato in maniera congiunta dall’università di Pavia e di Padova.
“Abbiamo tracciato una mappa complessa tra combinazioni genetiche che derivano da un antenato comune. Il risultato è stato sorprendente: oltre il 55% del Dna umano analizzato sulla Sindone appartiene a lignaggi del Vicino Oriente, il 39% a lignaggi del Subcontinente indiano mentre una quota esigua ha origine nordeuropea”, ha spiegato a Il Corriere della Sera il professore Gianni Barcaccia, ordinario di Genetica e Genomica nell’ateneo di Padova.







