◆ Il 22 agosto la temperatura media di superficie degli oceani ha raggiunto il livello più alto mai registrato con 21,1 gradi, 0,2 in più rispetto al record precedente stabilito a marzo del 2024, ha annunciato il servizio sul cambiamento climatico del programma europeo Copernicus. A sorprendere gli scienziati è soprattutto il momento dell’anno in cui il dato è stato misurato. Le temperature degli oceani tendono a toccare il picco a marzo o ad aprile, alla fine dell’estate nell’emisfero australe, che ha una percentuale maggiore di superficie coperta dalle acque. Il riscaldamento è dovuto in parte al fenomeno naturale detto El Niño, ma l’evento attuale è cominciato a giugno e dovrebbe raggiungere il massimo dell’intensità nei prossimi mesi. Il fatto che gli oceani siano già così caldi, anche in zone molto distanti dal Pacifico centrorientale dove si concentrano gli effetti del Niño, sembra quindi una conferma della crescente influenza del cambiamento climatico dovuto alle attività umane, e un altro segno che l’evento di quest’anno potrebbe diventare il più intenso mai osservato. Le temperature oceaniche potrebbero raggiungere livelli ancora più elevati tra marzo e aprile del 2027, causando eventi climatici estremi e gravi ripercussioni sugli ecosistemi marini. Nel golfo di Panamá sono stati osservati grandi numeri di sule dai piedi azzurri che normalmente vivono sulle coste del Cile e del Perù e potrebbero aver seguito i pesci di cui si nutrono, spinti verso nord dal riscaldamento delle acque.
Record fuori stagione
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