La famiglia Cappa «è stata destinataria di una sistematica coordinata e preordinata esposizione mediatica che appare come l'esito di una condotta consapevolmente orchestrata». Lo si legge nell'esposto di Stefania Cappa, cugina di Chiara Poggi, che denuncia l'esistenza di una presunta regia sullo sfondo delle nuove indagini sul delitto di Garlasco. Il contenuto dell'atto è stato mostrato nel corso della prima puntata di Verità Nascoste - Il Diario, la trasmissione condotta da Milo Infante su Canale 5. Ieri, mercoledì 26, Infante ha detto di essere stato denunciato da Stefania Cappa per ricettazione. Dell’esposto di Stefania Cappa avevamo scritto sulla Provincia pavese del 22 maggio scorso.

L'esposto, come appunto scritto a maggio, riguarda l'avvocato Antonio De Rensis, legale di Alberto Stasi, l'inviato Le Iene Alessandro De Giuseppe e l'ex comandante della stazione dei Carabinieri di Garlasco, Francesco Marchetto. I tre, secondo quanto denunciato, avrebbero agito in concorso fra di loro per sostenere la tesi dell'innocenza di Alberto Stasi e per indirizzare l'attenzione investigativa verso soggetti estranei ai fatti, ovvero la famiglia Cappa. Allora l’avvocato di Stasi diceva alla Provincia pavese: «L'ipotesi di reato è una cosa che sul pianeta Terra non riusciamo a capire, avrei parlato forse in una conferenza stampa. Ho sempre messo davanti l'indagine e il doveroso ricordo di Chiara Poggi», ha ricordato De Rensis raccontando che, quando assunse la difesa di Stasi nel luglio 2022, ricevette il materiale dell'indagine e i cd con le intercettazioni dal procuratore aggiunto Venditti su mandato del procuratore capo Napoleone e che poche ore dopo nel suo studio fu chiamato da Stefania Cappa che gli propose alcuni «prestigiosissimi convegni al Coni» al quale avrebbe dovuto partecipare come relatore. La telefonata fu presa da una collega di De Rensis e non ebbe seguito ma De Rensis ha aggiunto di averne subito parlato con il procuratore Napoleone. «Se avessi voluto speculare su questo fatto l'avrei veicolato prima, ma nel momento in cui vengo aggredito con un atto ignobile a questo punto sono libero di attribuire a quella telefonata qualunque significato - ha detto De Rensis -. Dal momento che la signora Cappa ha deciso di portarmi in una procura della Repubblica adesso diventa una questione tra me e lei e ce la vedremo nelle sedi opportune. Dimostrerò alla signora Cappa che in Italia c'è ancora qualcuno che non ha paura di nessun nome e tantomeno di nessun cognome. Sono un uomo libero che oggi si sente vergognosamente infangato. Non ho mai parlato con un testimone, mai incontrato un testimone, mai interloquito con l'ex maresciallo Marchetto. Vedermi coinvolto in questo presunto complotto dove ci sarebbe stata istigazione alla diffamazione mi ferisce e come tutte le persone oneste ferite adesso combatto». Se ne torna a parlare in tv La ricostruzione di Infante fa riferimento a una data precisa: l'8 luglio 2022, giorno in cui Stefania Cappa dichiara di aver saputo da suo cugino Paolo Reale, consulente della famiglia Poggi, che De Rensis - indagato a Milano per diffamazione - avrebbe fatto parte del gruppo legale di Stasi. Nel corso di quella stessa telefonata, secondo quanto riportato, Reale riferiva che l'avvocato Tizzoni era venuto a conoscenza di una possibile ricostruzione dei fatti, appositamente predisposta dall'avvocato De Rensis in concorso con l'inviato de Le Iene Alessandro De Giuseppe, al fine di sottoporla alla Procura di Pavia. È a partire da questa informazione che, secondo la ricostruzione contenuta nell'esposto, Stefania Cappa individua l'origine di quella che definisce una presunta 'regia' ai danni della propria famiglia. Ora Infante sostiene di essere stato denunciato per ricettazione (qui il video). La replica di de rensis: “Grave e disarmante” «Non volevo crederci. Ma conosco la serietà della fonte». Così l'avvocato Antonio De Rensis, legale di Alberto Stasi, ha commentato l’altra sera a Filorosso, su Rai 3, la notizia dell'esposto presentato da Stefania Cappa, cugina di Chiara Poggi. De Rensis ha definito la vicenda "avvilente, disarmante, grave" e ha preannunciato possibili iniziative giudiziarie: "Azioni giudiziarie durissime da parte mia, ma anche la Procura di Pavia può essere interessata da ciò che è successo". Il legale ha concentrato la propria replica sulla data dell'8 luglio 2022, indicata nell'esposto come un momento chiave della presunta "regia". De Rensis ha ricostruito la propria attività professionale, spiegando di aver presentato già a fine giugno una richiesta per ottenere copia dei CD contenenti le intercettazioni del 2017. "Io ovviamente conosco l'avvocato Giada Bocellari ed è stato uno degli incontri professionali migliori che ho fatto", ha spiegato, "Io il primo atto formale che faccio, su mia carta intestata, è di fine giugno 2022, in cui deposito una richiesta per avere copia dei CD delle intercettazioni del 2017. Queste dichiarazioni, fatte precedentemente dall'avvocato Bocellari, erano state inspiegabilmente rigettate. La mia viene accolta. La mia istanza viene passata l'8 luglio 2022 per essere autorizzata. E viene autorizzata. Il 13 luglio 2022 io vado a ritirare i CD intorno alle 13.30", ha spiegato.