Dichiara a verbale la criminologa Roberta Bruzzone: «De Rensis arrivò a prospettare che Stefania Cappa avrebbe avuto un ruolo di regia nell’aggressione mortale subita da Chiara Poggi (...) affermò di essere convinto che sulla scena del crimine fossero presenti almeno tre persone, tra le quali secondo la sua ipotesi vi sarebbe stata Stefania Cappa, oltre ad Andrea Sempio». È questo il passaggio più pesante del documento che da ieri fa irruzione sulla scena delle indagini-bis sul delitto di Garlasco: l’esposto firmato da Stefania Cappa, cugina della giovane assassinata il 13 agosto 2007, e il cui contenuto è stato in buona parte reso noto ieri da «Verità Nascoste», il nuovo programma Mediaset di Milo Infante. L’esposto, la cui esistenza era stata resa nota dal Giornale nel giugno scorso, segna il punto più alto dell’offensiva mediatica e giudiziaria di Stefania Cappa e di sua sorella Paola, mai indagate per il delitto ma da sempre al centro di ricostruzioni alternative dell’omicidio. Nell’esposto depositato alla Procura di Milano (insieme a un altro centinaio di denunce per diffamazione) Stefania punta il dito contro De Rensis, uno dei due difensori di Alberto Stasi, l’ex fidanzato di Chiara già condannato per l’omicidio. De Rensis viene indicato nell’esposto come il regista, insieme all’inviato delle Iene Alessandro Di Giuseppe, di una sorta di depistaggio che avrebbe puntato a indicare Stefania Cappa come responsabile dell’omicidio.La «confidenza» alla Bruzzone viene smentita ieri in diretta da De Rensis («non le direi neanche che gusto di gelato ho mangiato oggi») e dallo stesso Infante che vi avrebbe assistito. De Rensis promette querele. Ma intanto lo scontro frontale rialza - dopo la pausa estiva - la temperatura intorno al caso che dovrebbe avere a breve passaggi importanti: con la Procura generale di Milano chiamata a decidere la revisione della condanna di Stasi, e la Procura di Pavia pronta a chiudere (stavolta definitivamente) le indagini a carico del nuovo sospettato, Andrea Sempio.Di manovre oscure sono piene le cronache remote e recenti intorno al caso Garlasco. Di una di queste si proclamano vittima ora le Cappa, pur senza spiegare che interesse avrebbe avuto la difesa di Stasi di accusarle di un delitto per cui era già emerso un colpevole diverso. I toni però sono veementi: si parla di un rapporto tra De Rensis e l’inviato delle Iene risalente al caso Pantani e ora culminato sul caso Garlasco in una «strategia coordinata di condizionamento delle istituzioni inquirenti». «Emerge come la difesa del sig. Stasi abbia consapevolmente sollecitato il coinvolgimento della scrivente e dei suoi familiari nella nuova attività investigativa nonostante la loro accertata totale estraneità ai fatti delittuosi». A De Rensis l’esposto arriva a rinfacciare anche una dichiarazione di Fabrizio Corona che dice di avere ricevuto dall’avvocato l’invito a trovare una foto di Stefania Cappa con scarpe Golden Goose, compatibili con quelle che secondo un testimone indossava una ragazza che si allontanava dal luogo del delitto.