C'è un nuovo capitolo giudiziario che si aggiunge alla complessa vicenda giudiziaria sul delitto di Garlasco. Dopo mesi di ricostruzioni mediatiche, insinuazioni televisive, testimonianze controverse e piste evaporate, Stefania Cappa ha scelto la via giudiziaria contro chi, a suo dire, avrebbe contribuito ad accreditare un sospetto infondato sul suo nome. Nel mirino della denuncia ci sono l’avvocato Antonio De Rensis, legale di Alberto Stasi, l’inviato de “Le Iene” Alessandro Di Giuseppe e l’ex maresciallo dei carabinieri Francesco Marchetto. L’ipotesi formulata nell’atto parla di istigazione a delinquere “nelle forme della diffamazione e della calunnia”, oltre che di diffamazione aggravata. E, sullo sfondo, vengono evocati anche possibili profili di frode processuale e depistaggio, pur senza una contestazione autonoma di questi reati.
È un passaggio che pesa per almeno due ragioni. La prima è simbolica: le cugine di Chiara Poggi, e in particolare le gemelle Paola e Stefania Cappa, sono tornate al centro dell’attenzione pubblica pur non essendo mai state formalmente indagate per l’omicidio. La seconda è giuridica: questa denuncia mette in discussione non solo il contenuto di alcune dichiarazioni pubbliche, ma il metodo con cui, nel circuito ibrido fra tv, interviste, testimonianze e rilanci mediatici, si sono costruite ipotesi poi rivelatesi fragili o, secondo i legali della famiglia, radicalmente infondate.








