Nel mirino delle cugine di Chiara Poggi ci sono cronisti, blogger e youtuber: lamentano una macchina del fango contro di loro

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Indagini di investigatori privati, conversazioni registrate, denunce penali. Si alza bruscamente di tono lo scontro che fa da sfondo alle indagini sul delitto di Garlasco, con accuse incrociate di accordi che puntano a inquinare la scena mediatica ma anche a condizionare le indagini giudiziarie. A segnare l'escalation - secondo quanto risulta al Giornale - sono di nuovo le sorelle Stefania e Paola Cappa, cugine di Chiara Poggi, che da diverse settimane hanno iniziato a depositare denunce a raffica contro giornalisti, blogger e youtuber accusati di riversare su di loro il sospetto di un coinvolgimento nel delitto. Stavolta sono andate più in là: nella denuncia depositata nei giorni scorsi in Procura, e già registrata tra le notizie di reato, sostengono esplicitamente l'esistenza di accordi in corso da tempo per alimentare una sorta di "macchina del fango" ai loro danni. La denuncia indica tre reati che sarebbero stati commessi: alla diffamazione aggravata se ne aggiungono altri due, di cui almeno uno può essere perseguito d'ufficio dalla Procura (quindi non lo stalking, come si era ipotizzato, che richiede anch'esso una querela di parte).La denuncia è a carico di tre volti noti delle cronache sul delitto del 2007 anche se con ruoli assai diversi. Uno è l'ex maresciallo dei carabinieri Francesco Marchetto, già condannato per falsa testimonianza, e già querelato dalle Cappa per le sue recenti dichiarazioni televisive sui "poteri forti" che avrebbero coperto le gemelle. L'altro è l'inviato del programma Le Iene Alessandro Di Giuseppe, autori di numerosi servizi sul caso. Il terzo è uno dei difensori di Alberto Stasi, il fidanzato di Chiara condannato a sedici anni di carcere come colpevole del delitto (ma ora prossimo al giudizio di revisione): si tratta dell'avvocato Antonio De Rensis, già anche lui oggetto di querele. A segnare il salto di livello è il materiale che le Cappa hanno allegato al documento. Ci sono stralci di una indagine privata affidata dalle sorelle a una società di investigazioni, che ricostruisce l'evoluzione della strategia del pool difensivo di Stasi fin dagli anni successivi alla condanna definitiva dell'ex bocconiano. Ci sono le trascrizioni di una conversazione tra Alessandro Di Giuseppe e la giornalista Chiara Ingrosso, già in forza al programma Rai Far West, registrata da quest'ultima all'insaputa di Di Giuseppe. E si ricostruisce in quest'ottica anche l'episodio degli scavi nel fosso di Trumello, alla improbabile ricerca dell'arma del delitto, che anche gli atti conclusivi dell'indagine a carico di Andrea Sempio - il nuovo imputato per l'assassinio di Chiara - sembrano considerare con sospetto. Nella nuova denuncia delle Cappa non si fa alcun cenno a un altro incontro registrato dalla Ingrosso, quello in un ristorante milanese con l'avvocato De Rensis.