HomeArezzoCronacaTurismo, Fisascat CISL Arezzo: «Il turismo diffuso può creare lavoro più continuativo e di qualità»La Fisascat CISL rilancia il confronto con istituzioni e associazioni datoriali per garantire contratti corretti, giusti inquadramenti e maggiore continuità occupazionaleTurismo, piazza GrandeRicevi le notizie de La Nazione su GoogleSeguiciArezzo, 27 agosto 2026 – Il turismo può rappresentare una grande opportunità per il territorio aretino, ma la crescita di presenze e strutture deve tradursi anche in lavoro di qualità, correttamente inquadrato e maggiormente continuativo. È questa la posizione della Fisascat CISL Arezzo, che rilancia la necessità di aprire un confronto con istituzioni, associazioni datoriali e imprese sulle condizioni di lavoro nel settore. Il modello turistico della provincia di Arezzo, fondato su borghi, aree rurali, paesaggio, cultura, enogastronomia e agriturismo, è diverso da quello delle grandi città d'arte e delle località costiere. I dati Irpet, pur da leggere con cautela, evidenziano una dinamica positiva delle presenze e dell'occupazione nei servizi turistici.
«La crescita del settore deve però diventare l'occasione per un salto di qualità nelle politiche del lavoro – sottolinea la Fisascat CISL Arezzo –. Il problema non riguarda soltanto la retribuzione prevista dai contratti, ma anche quante ore e per quanti mesi si lavora. Stagionalità e part-time involontario possono comprimere il reddito annuale e avere conseguenze anche sulla futura posizione previdenziale». Proprio il turismo diffuso può contribuire a distribuire l'attività durante l'anno e a creare percorsi occupazionali più continuativi. Per questo la Fisascat chiede, a livello nazionale, una revisione degli ammortizzatori sociali per i lavoratori stagionali, collegando tutela del reddito, formazione e politiche attive.







