Tutti noi abbiamo delle spese obbligate a cui dobbiamo far fronte, e ormai sono arrivate a mangiare in media circa il 42% delle spese totali. Il calcolo lo ha effettuato l’Ufficio studi di Confcommercio e l’elemento principale che emerge da questo studio è che a portare così in alto questa percentuale sono stati gli aumenti registrati per spese legate all’energia, all’abitazione e ai trasporti. Gli autori del report segnalano che «le spese obbligate, ossia i costi inevitabili come abitazione, energia, sanità e trasporti, sono arrivate ad assorbire il 41,7% dei consumi totali rispetto al 37,0% di trent'anni fa, impoverendo drasticamente il margine destinato agli acquisti discrezionali e allo stile di vita». Spiegano ancora gli autori dell’Ufficio studi di Confcommercio: «A guidare questa mutazione della spesa è stata proprio una marcata divergenza dell'inflazione, dato che l'indice dei prezzi dei beni e servizi obbligati è cresciuto del 140% in trent'anni, contro il +57% dei beni commercializzabili e il +88,4% dei servizi tradizionali, toccando il picco massimo nel comparto energetico con un rincaro "stellare" del 211%».

In media, si legge nel report, le spese obbligate pro capite raggiungono quest'anno 9.693 euro. La voce più pesante è quella dell'abitazione, con 5.335 euro a persona, aumentata in media di 72 euro in più rispetto al 2025. Seguono assicurazioni e carburanti, con 2.310 euro, poi energia, gas e combustibili, che incidono per 1.829 euro. Quest'ultima, secondo Confcommercio, pur restando una voce elevata sui bilanci familiari, dal 1995 ad oggi ha registrato una riduzione significativa, 1.231 euro in meno, conseguenza di minori consumi come risposta a prezzi crescenti ma soprattutto dei progressi tecnologici che hanno favorito il risparmio energetico. Il problema però, come segnalato sempre in questo studio, è che il comparto energetico ha subito appunto un rincaro del 211%.