Sono le spese legate a beni e servizi di cui le famiglie non possono fare a meno, come casa, energia, bollette, sanità, trasporti e assicurazioni. Ebbene nel 2025 le cosiddette “spese obbligate” continuano a erodere quote crescenti dei bilanci familiari, arrivando a rappresentare il 42,2% della spesa totale, con un aumento di 5,2 punti rispetto al 1995. È quanto mette in evidenza un’analisi dell’Ufficio Studi di Confcommercio che prende in considerazione il periodo 1995–2025.
Il dato che emerge dall’analisi di lungo periodo, confermato anche dalle stime per il 2025, non si discosta nella sostanza da quanto rilevato nei precedenti approfondimenti: i consumi obbligati hanno progressivamente assorbito una quota crescente della spesa delle famiglie rendendo sempre meno ampia la parte lasciata ai beni e ai servizi commercializzabili. In trent’anni, infatti, la quota di consumo ad essi destinata è passata dal 37% al 42,2 per cento.
Sangalli: più spese obbligate, ostacolo a ripresa consumi
«Per le famiglie italiane il costante aumento delle spese obbligate è un forte ostacolo alla ripresa dei consumi. Occorre agire su tariffe e fiscalità per rafforzare il potere di acquisto e rilanciare la crescita economica del nostro Paese», ha sottolineato il presidente di Confcommercio Carlo Sangalli.






