Di: Nicole Roos/SRF, intervista originale - Diem, adattamento in italianoLe dimensioni della catastrofe causata dalla violenta ondata di piena che ha devastato la regione di confine tra Nepal e Tibet mercoledì emergono solo lentamente. Le autorità cinesi parlano di oltre 1’000 dispersi. Anche in Nepal si contano centinaia di persone scomparse, tra cui numerosi turisti. Finora si parla di oltre 270 morti. È probabile che il bilancio delle vittime aumenterà ancora.Un evento storicoChristian Huggel, professore di ambiente e clima all’Università di Zurigo, ha analizzato l’evento attraverso immagini satellitari. Quanto ha determinato e spiegato in un’intervista ai microfoni della SRF rende comprensibile la portata della catastrofe con un paragone svizzero.“Sono rimasto scioccato dalle immagini provenienti dal Nepal”, afferma Huggel. “Queste enormi ondate di piena, questa massa d’acqua che si è abbattuta a valle”. Secondo le prime analisi, l’origine di questa ondata di piena risiede in un’enorme frana che ha trascinato con sé grandi quantità di ghiaccio e parti di ghiacciaio. Si è così formata questa grande ondata che ha causato danni devastanti.Le dimensioni sono impressionanti. “Dopo poche ore di analisi, riteniamo che si sia trattato probabilmente di una frana storicamente grande”, spiega l’esperto. “Per fare un confronto: è stata dieci volte o forse anche più di dieci volte più grande della frana di Blatten dello scorso anno”. Un anno fa la tragedia di BlattenTelegiornale 28.05.2026, 20:00Un sistema di allerta precoce per il futuroHuggel lavora su incarico della Direzione dello sviluppo e della cooperazione (DSC) a un progetto internazionale per lo sviluppo di un sistema di allerta precoce nella regione dell’Himalaya. L’obiettivo è rafforzare le misure per l’adattamento climatico in Nepal e la gestione del rischio di varie catastrofi naturali.“Stiamo lavorando nella zona del Monte Everest. Parte del progetto riguarda la pianificazione di sistemi di allerta precoce”, spiega il professore. “Tragicamente, abbiamo vissuto cosa succede quando non esiste un sistema di allerta precoce o non è operativo. E purtroppo dobbiamo aspettarci che centinaia di persone abbiano perso la vita. È esattamente questo che vogliamo evitare in futuro”.SRF 4 News, 27.08.2026, 06:00Comprendere i processiPer sviluppare un sistema di allerta efficace, secondo Huggel, è fondamentale comprendere i processi. Nell’Himalaya esistono moltissimi laghi glaciali che potrebbero potenzialmente scatenare inondazioni devastanti. Ma ci sono anche le inondazioni monsoniche – attualmente è la stagione dei monsoni – le valanghe di roccia e ghiaccio e le grandi colate detritiche.Distruzione su 100 chilometri“In queste zone così ripide e con tanta differenza di altitudine c’è semplicemente molta energia”, spiega l’esperto. “Queste inondazioni e valanghe arrivano molto lontano. Nel caso attuale, l’ondata di piena ha lasciato distruzioni devastanti fino a 100 chilometri di distanza. Sarebbe come se da Blatten avesse raggiunto il Lago di Ginevra”.Per riconoscere tempestivamente i pericoli servono gli strumenti giusti. Ma è fondamentale anche la collaborazione con le autorità e le persone sul posto, affinché sappiano quando e dove mettersi in salvo.Christian HuggelÈ un climatologo e glaciologo di fama internazionale. Professore presso il Dipartimento di geografia dell’Università di Zurigo (gruppo EClim). Vanta un’ampia produzione accademica sui rischi criosferici (valanghe di ghiaccio, crolli di roccia e alluvioni catastrofiche da laghi glaciali) sia nelle Alpi che in Himalaya e nelle Ande. Ha ricoperto ruoli chiave nei rapporti del Gruppo intergovernativo sul cambiamento climatico (IPCC). Centinaia di dispersi in NepalTelegiornale 26.08.2026, 20:00