27 Agosto 2026 – Lettura: 1 minuto
Le autorità nepalesi hanno comunicato un bilancio di 177 morti e 823 persone irreperibili. La Cina segnala invece 558 cittadini mancanti all’appello. Proseguono le operazioni di ricerca e soccorso.
È stato il collasso di un ghiacciaio a provocare la devastante alluvione che mercoledì 26 agosto 2026 ha colpito l’area tra Tibet e Nepal. A certificarlo è l’Usgs, l’Istituto di geologia statunitense, secondo il quale il terremoto di magnitudo 5.2 «è stato causato dal crollo di un ghiacciaio e da una colata di detriti che ha causato conseguenze catastrofiche a valle». Sono centinaia i morti e quasi un migliaio i dispersi, tra cui tanti stranieri. Gli Stati Uniti, intanto, hanno stanziato 500 mila dollari di aiuti per la popolazione colpita.
Il bilancio di morti e dispersi
Secondo il Nepal Tourism Board (Ntb), 823 persone sono ancora disperse tra cui 517 turisti stranieri e 127 cittadini nepalesi. Le operazioni di ricerca e soccorso sono in corso nei distretti di Rasuwa, Nuwakot, Dhading e Gorkha, con squadre composte da forze di sicurezza, autorità locali, guide e Tourist Police impegnate anche nelle operazioni di evacuazione e nella verifica delle persone irreperibili. La Polizia ha riferito di aver recuperato 177 corpi. I media statali cinesi hanno invece parlato di 558 dispersi, tra cui 260 stranieri. I due bilanci, tuttavia, non possono essere automaticamente sommati.










