Il Meeting per l'amicizia fra i popoli ha chiuso la sua quarantasettesima edizione con numeri che probabilmente non aveva mai raggiunto: novecentomila presenze in sei giorni, centocinquanta incontri, tredici mostre e tredici spettacoli, tremilatrecento volontari. Nel comunicato finale il presidente della Fondazione Meeting, Bernhard Scholz, riassume la settimana con le parole di Leone XIV: il compito è essere "un crocevia per la Chiesa e per la società, un incontro che moltiplica gli incontri e ispira nuovi cammini". La visita del Papa, dice, resterà nella storia, ed è stata "una grande festa, che ha superato tutte le nostre aspettative"; poi aggiunge una frase che dice più di ogni altra: prima ancora di accogliere il Santo Padre, "ci siamo sentiti accolti da lui". Il tema di quest'anno era il verso finale del Paradiso di Dante, "L'amor che move il sole e l'altre stelle". Quello dell'edizione 2027 sarà "Pionieri coraggiosi per custodire l'umano": sono ancora parole del Papa, i pionieri del suo discorso al Meeting e il cuore della sua prima enciclica.
In quattro giorni l'intervento di un ospite è diventato il programma di lavoro dei padroni di casa. Conviene tornare a sabato scorso per capire perché.













