RIMINI. «Hanno partecipato ministri, parlamentari europei ed italiani, presidenti di regione, sindaci di ogni schieramento. I due incontri dell’intergruppo parlamentare per la sussidiarietà hanno inoltre visto la partecipazione di tutti i gruppi parlamentari», spiega Bernhard Scholz, da sei anni presidente della Fondazione Meeting per l’amicizia fra i popoli e in precedenza leader della Compagnia delle Opere. L’edizione 2026 ha toccato il record delle 900 mila presenze in sei giorni di kermesse ciellina. È stata un'edizione record del Meeting per affluenza, ma anche per numero di ministri e cardinali presenti. Come si sono intrecciate la dimensione politica e quella ecclesiale?«C’è una dimensione ecclesiale istituzionale che era rappresentata attraverso sacerdoti, vescovi e cardinali in un modo sorprendente. Al contempo era presente un popolo che vive la fede dentro e con la Chiesa e affronta la vita politica a partire dalla propria esperienza cristiana. In questo senso l’intreccio al Meeting nasce dall’interesse di contribuire al bene comune attraverso il dialogo su temi importanti come l’educazione e la scuola, il lavoro, il welfare, l’economia e altri, così com’è avvenuto nei tanti dialoghi di questo Meeting. Poi c’è la presenza di associazioni, opere e imprese che parlano con la politica a partire dal loro impegno per il bene comune, vissuto con il criterio ideale che nasce dalla loro esperienza».