A Elly Schlein va riconosciuto un merito che va oltre la testardaggine di tenere unito quello che c’è del centrosinistra. Il plusvalore lo ritroviamo nel riuscire a tirarsi dietro il Pd. Fare politica con una parte del partito che va per suo conto: 14 correnti, composte da associazioni, fondazioni e centri culturali, con dei capi che badano a loro stessi. Certo non ad aiutare il Pd. Tanto meno la segretaria Schlein. E la sua candidatura alla leadership del centrosinistra, quello che dà più fastidio all’allegra compagnia piddina.
La lettura di Salvatore Merlo sul Foglio è esplicativa del sentiment in circolo. Perché arriva dopo l’intervista del silente Roberto Speranza, ex ministro della Sanità, al Corriere della Sera, ha pensato bene di spiegare la sua ricetta per vincere le prossime consultazioni elettorali: il leader simbolico. In seguito a quello provvisorio. Ormai citare la sindrome di Tafazzi è una carezza. Siamo al pupazzo Provolino. "Boccaccia mia stai zitta". Il punto sta qui. Dietro la capitana Schlein c’è un oceano di silenzio. I massimi esponenti del Pd, e quelli di contorno, si sbracciano per fare le scarpe alla segretaria del partito. Lei corre, va a dibattiti, feste dell’Unità, su e giù per l’Italia, mentre il gruppone fatica sul Colle del Fascicolo (il valico più basso d’Italia), a dimostrare che Schlein non è così adatta per guidare la prossima coalizione di Governo. Non ha esperienza. E perché forse Matteo Renzi l’aveva questa esperienza, o Paolo Gentiloni, o Giuseppe Conte (1 e 2), oppure la stessa Giorgia Meloni? Quisquiglie, prove di velocità per sbarazzarsi della fastidiosa segretaria. Non si comprende perché i suoi compagni di partito, lo riscrivo per ribadire meglio la discrasia di contesto, i suoi "compagni di partito" debbano mettere in discussione una legittima e conseguente aspirazione di una persona che guida il maggiore partito di opposizione e che si trova di fronte alla prova della vita. Cioè quella che ti dice se hai fatto bene o male nel corso di questi quattro anni di leadership. È un pretestuoso discutere del nulla. Creare apposta dispetti da umarell, brontoloni criticoni del lavoro degli altri. Somiglianti alle articolesse degli editorialisti supposti kingmaker proni a chiedersi cosa vuole, cosa si è messa in testa questa Schlein?








