di Elisa Calessimercoledì 26 agosto 20264' di letturaAlla fine di un’ennesima giornata di harakiri nel Pd, a scrivere quello che in tanti pensavano è stato Arturo Parisi: «Non so se siano amici o avversari di Conte. Ma tra Franceschini e Speranza e altri capicorrente continua la gara a logorare Elly Schlein. Il loro no alle primarie rafforza e diffonde l’idea che lei non può che perderle».Un commento, quello fatto sui social dal professore che pure portò le primarie in Italia, ispiratore dell’Ulivo, storico braccio destro di Romano Prodi, ministro di governi del centrosinistra, che coglie il punto di una giornata scombussolata dall’uscita di un’altro maggiorente dem (peraltro della maggioranza che sostiene Schlein).L’intervista del giorno, in casa centrosinistra, è quella che Roberto Speranza, ex ministro del Conte 2, ha rilasciato ieri al Corriere della Sera, e nella quale ha definito, senza tanti giri di parole, «un errore politico le primarie». E, dunque, «vanno evitate». Perché, sia che vinca Schlein, sia che vinca Conte, finirebbero per «ridurre la mobilitazione» di entrambi gli elettorati. Ma come fare se la legge elettorale in discussione in Parlamento, e che sarà approvata alla ripresa dei lavori, introduce l’obbligo di indicare il premier? Semplice: «Basterebbe fare una scelta simbolica», risponde Speranza, «come un neo-diciottenne o un anziano partigiano».Forza Schlein, tieni duro per tutti noiÈ innegabile che il centrodestra sia alle prese con non marginali problemi in vista delle prossime elezioni, a pa...IRONIE E TENSIONI
Schlein, una furia contro i big del Pd | Libero Quotidiano.it
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