Nessuno dei 'bollini' di certificazione - da quelli 'clean' a 'senza ftalati', da quelli legati al rispetto per l'ambiente ai check del livello di sicurezza sugli ingredienti forniti da diversi tipi di App sempre più usate dai consumatori - eseguiti da enti terzi sui prodotti per la cura personale si basa su controlli di laboratorio per accertare la reale assenza di residui, impurità, contaminanti o qualsiasi altra sostanza che non dovrebbe essere contenuta nei prodotti beauty.
Si tratta invece di certificazioni piuttosto teoriche, basate sul controllo degli elenchi degli ingredienti, dei materiali e dei documenti forniti dalle stesse case produttrici. Si tratta però anche dei bollini che i consumatori controllano di più prima di scegliere il prodotto migliore per l'igiene e la bellezza della propria famiglia. Seppure i prodotti beauty europei siano sottoposti a monte a più controlli rispetto a quelli statunitensi, i test successivi restano soprattutto teorici anche da noi.
"I programmi di certificazione controllano la ricetta, nessuno però controlla la torta, - afferma Johanna Rochester, a capo della revisione di tipo peer review, a cura del Million Marker Research Institute, istituto indipendente californiano che conduce test chimici sui beni di consumo a livello globale.








