Cinque cani, venti maialini vietnamiti, diversi conigli e galline; ma anche tredici cocorite, sette diamantini, venticinque tortore, due colombe ornamentali, un’anatra e un piccione. E ancora: una lepre, una starna e quattro passerotti. Una vera e propria “fattoria degli animali” quella tratta in salvo l’altro giorno ad Avigliana, grazie a una task force che ha coinvolto il nucleo carabinieri forestali di Giaveno, gli agenti della polizia municipale di Avigliana, la polizia metropolitana e i veterinari dell’Asl To3. Gli animali della fattoria rimasti soli Un po’ come nel celebre romanzo di George Orwell, gli animali della fattoria sono rimasti soli. Qui, però, senza fare alcuna rivoluzione: il proprietario è stato arrestato e, una volta sottoposto al provvedimento dell’autorità giudiziaria, ha lasciato la custodia del proprio cascinale ad alcuni vicini e al nipote. L’impegno di questi ultimi, però, non è bastato: una fattoria così eterogenea, infatti, necessita di un grosso sforzo gestionale. Non solo per il cibo da somministrare quotidianamente agli animali. Non a caso, la mancanza di una gestione continuativa e degli interventi di pulizia ha determinato, nel giro di qualche giorno, condizioni igienico-sanitarie particolarmente precarie all’interno dell’edificio, con potenziali rischi per l’intera fattoria. Per questo motivo è scattato il blitz delle forze dell’ordine, mirato innanzitutto alla salvaguardia delle bestiole. I controlli medici: tutti in salute I controlli medici hanno fortunatamente confermato lo stato di buona salute generale degli animali: tutti gli esemplari, una settantina in tutto, sono stati immediatamente visitati dai veterinari dell’Asl To3. Il censimento generale ha quindi permesso di ricostruire nel dettaglio una presenza particolarmente eterogenea di specie: una varietà piuttosto insolita per un unico insediamento che ha complicato (e non poco) le modalità di intervento, visto che per ogni animale è stato necessario individuare modalità di presa in carico e destinazioni differenti. Gli animali messi in salvo I cinque cani, ad esempio, sono stati trasferiti al canile consortile “100 Code” di Sant’Antonino di Susa; la lepre, la starna, i passeriformi e gli altri esemplari di avifauna selvatica, invece, sono stati affidati al Canc, il Centro animali non convenzionali di Grugliasco, la struttura dell’ospedale veterinario universitario dedicata ai selvatici e agli animali domestici “non comuni”. Cocorite e diamantini sono stati provvisoriamente affidati a una vicina, mentre conigli e galline sono stati presi in carico dal nipote del proprietario. L’intervento congiunto delle forze dell’ordine, dei servizi veterinari e delle strutture specializzate ha consentito così di mettere in sicurezza la cascina e di ricollocare gli animali (con il consenso del proprietario) in sistemazioni adeguate alle diverse esigenze. Sarà poi eventualmente l’autorità giudiziaria a decidere per quanto tempo gli animali potranno rimanere ospiti nelle varie strutture.
Blitz della polizia per salvare la fattoria-zoo con 70 animali
Cani, maialini vietnamiti, cocorite, tortore e una lepre in condizioni igieniche precarie: il proprietario aveva lasciato la cascina in custodia ai parenti dop…






