Blitz del Corpo Forestale a Fiavè: sequestrati 30 cani dotati di pedigree Enci maltrattati e tenuti tra sporcizia e gabbie minuscole
@lav_italia/Instagram
Un’operazione congiunta sul territorio trentino ha portato alla luce una sconcertante realtà nascosta dietro le mura di un centro cinofilo. Nel comune di Fiavè, gli uomini del Corpo forestale della Provincia autonoma di Trento sono intervenuti ponendo sotto sequestro giudiziario circa trenta cani dotati di pedigree Enci. La struttura finita nel mirino delle forze dell’ordine fa capo a un’associazione sportiva dilettantistica affiliata a Libertas, ente di promozione sportiva ufficialmente riconosciuto dal Coni.
L’azione della forza pubblica è scattata a seguito del materiale raccolto dallo Sportello contro i maltrattamenti di Trento. I sopralluoghi hanno svelato scenari di estremo degrado strutturale e igienico-sanitario. Michela Lizziero, avvocato e attivista dell’associazione Lav in Trentino, ha documentato lo stato di sofferenza dei quadrupedi: molti animali presentavano evidenti segni di deperimento fisico, privi persino delle ciotole per l’acqua potabile. I pavimenti si presentavano sconnessi e sommersi da deiezioni, liquami e rifiuti organici, mentre svariati cani giacevano reclusi all’interno di gabbie sovrapposte, dalle dimensioni talmente ridotte da impedire qualunque movimento naturale.









