di
Daniela Polizzi
A fine ottobre la perizia in Lussemburgo: i prezzi potrebbero calare, riaprendo le porte a una possibile compravendita di quote tra fratelli
Dopo le dimissioni a sorpresa di Leonardo Maria Del Vecchio da tutti gli incarichi operativi in Essilux, per gli otto soci di Delfin — i fratelli Claudio, Marisa, Paola, Leonardo Maria, Luca, Clemente Del Vecchio, Rocco Basilico più Nicoletta Zampillo — si apre una nuova fase. A oltre quattro anni dalla scomparsa del fondatore Leonardo Del Vecchio, gli eredi che si dividono il 12,5% della cassaforte lussemburghese ora hanno la responsabilità di trovare un accordo sul riassetto della holding che ha un valore di mercato sopra i 40 miliardi e chiudere così anche la successione. Sulla carta, tutti gli azionisti sono disponibili ad ascoltare proposte e soluzioni. Anche se fin qui nessuno si è mai fatto veramente avanti.
La novità della «transfer notice»Salvo appunto Leonardo Maria che aveva stretto un accordo con Luca e Paola per rilevare il loro 25% al valore di 10 miliardi. L’operazione finanziaria si è rilevata non sostenibile per il quarto figlio del fondatore. Ma adesso c’è un fatto nuovo. Il Tribunale del Lussemburgo ha fissato la data del 30 ottobre per autorizzare la cosiddetta transfer notice, cioè la notifica di trasferimento delle singole quote a veicoli controllati personalmente, richiesta da tutti e otto i soci. Sarà un passaggio importante perché da quel momento ognuno di loro potrà gestire la propria quota autonomamente. Ma non solo. I giudici del Granducato dovranno stabilire anche un valore a Delfin.






