Regolare gli usi dell’Ia attraverso istituzioni indipendenti e democraticamente responsabili, non è opporsi al progresso ma impedire che tecnologie presentate come destinate a trasformare l’intera società vengano sviluppate attraverso processi sui quali la società dispone di pochissimo controlloNon sono le armi che uccidono. Ma le persone». «L’intelligenza artificiale (Ia) è solo uno strumento. Le decisioni finali, il giudizio sulla base delle informazioni fornite, spetteranno sempre agli esseri umani». La prima affermazione riprende lo slogan con cui la National Rifle Association si oppose negli Usa alla regolamentazione dell’uso delle armi: Guns don’t kill people. People kill people. I liberal americani ne hanno contestato per decenni la logica: è ovvio, perché le armi non sparano daNicola LaceteraeconomistaEconomista, professore all'Università di Bologna e all'Università di Toronto, studia il supporto etico e sociale alle attività economiche, le motivazioni del comportamento altruistico, e vari temi di economia comportamentale, sanitaria e delle organizzazioni.
L’Ia è uno strumento? Sì, come una pistola. Perché servono regole prima che sia tardi
Regolare gli usi dell’Ia attraverso istituzioni indipendenti e democraticamente responsabili, non è opporsi al progresso ma impedire che tecnologie presentate come destinate a trasformare l’intera società vengano sviluppate attraverso processi sui quali la società dispone di pochissimo controllo








