HomeSienaCronacaIl nodo immigrazione: "In 90 dormono ancora sotto loggiati e nei parchi. Colpa della burocrazia"La denuncia della Rete Sisolidal sui richiedenti protezione internazionale "La questura dilata i tempi per dare l’appuntamento per la domanda di asilo. La prefettura esclude dai Cas chi non ha completato tale passaggio" .La denuncia della Rete Sisolidal sui richiedenti protezione internazionale "La questura dilata i tempi per dare l’appuntamento per la domanda di asilo. La prefettura esclude dai Cas chi non ha completato tale passaggio" .Ricevi le notizie de La Nazione su GoogleSeguici"Una gestione istituzionale che sta scientemente producendo marginalità, irregolarità e sofferenza", denuncia la Rete Sisolidal di Siena che da sempre è stata vicino ai migranti arrivati anche negli anni scorsi, dando loro una mano per quanto riguarda il cibo e persino l’assistenza. "Dietro la narrazione di una Siena accogliente e a misura d’uomo, si consuma quotidianamente una crisi dei diritti fondamentali prodotta non da un’emergenza imprevedibile ma – sostiene la Rete – dal funzionamento degli uffici pubblici".

Il problema che riaffiora è quello già esploso qualche settimana fa: la lentezza anche solo per avere un appuntamento per formalizzare la domanda di asilo. Intanto decine e decine di pakistani e migranti continuano ad arrangiarsi nei soliti luoghi dove trovano un riparo temporaneo. Qualche volta fuori porta San Marco, rispuntano nel parcheggio il Campo e poi non si vedono più, sono stati notati anche sotto le logge del Fantastici. "Il volto più drammatico di questa situazione – prosegue ’Sisolidal’ – è sotto gli occhi di chiunque vuole guardare: circa 90 persone richiedenti protezione internazionale sono costrette a dormire all’aperto nei parchi, sotto i loggiati o in rifugi di fortuna. Non si trovano in strada per scelta o per mancanza di strutture ma perchè intrappolati da un paradosso burocratico".