di Lisa Ciardi
Fra un mese, salvo imprevisti, la Toscana sarà la seconda regione in Italia, dopo la Puglia, a varare la legge sul "social freezing" ovvero a sostenere le donne che vogliono conservare i propri ovuli in vista di una futura gravidanza. Chi ha fra i 25 e i 39 anni e Isee inferiore a 30mila euro potrà chiedere un contributo di circa 3mila euro (il costo della procedura oscilla fra i 2mila e i 4mila euro). Ma chi ricorre oggi alla crioconservazione degli ovociti? E perché? Lo abbiamo chiesto alla dottoressa Claudia Livi, direttrice sanitaria di Demetra, uno dei centri di procreazione medicalmente assistita privati-convenzionati più importanti d’Italia, aperto a dal 1994.
Come funziona la crioconservazione in Italia?
"La procedura è prevista gratuitamente dal sistema sanitario in quasi tutte le regioni per le donne che, a causa di specifiche patologie, rischiano una riduzione della riserva ovarica. In tutti gli altri casi, può avvenire a carico della paziente, in strutture pubbliche, private e private convenzionate".
Perché lo si fa?








