A Montalto l’acqua è di nuovo potabile. Lo dicono i risultati delle analisi condotte sia da Marche Mutiservizi che da Ast Pesaro e Urbino, comunicati ieri al Comune di Fossombrone. Enterococchi e batteri coliformi. Li aveva trovati lo scorso 18 agosto l’Ast, Servizio igiene degli alimenti, facendo le analisi dell’acqua che usciva dai rubinetti dell’acquedotto pubblico a Montalto Tarugo.

Il 21 l’azienda sanitaria aveva avvisato tra gli altri Marche Multiservizi e il sindaco di Fossombrone, che con un’ordinanza del 24 aveva provveduto a vietare l’uso dell’acqua per bere e per cucinare "nelle zone corrispondenti al punto di prelievo n. 11 - Montalto di Fossombrone e a tutte le altre zone interessate dallo stesso acquedotto del Comune di Fossombrone". Come ci spiega il vicesindaco Michele Chiarabilli, "si trattava di circa 40 persone per 20/25 abitazioni. Come abbiamo specificato l’altro ieri con un paio di commenti sulla pagina Facebook del Comune, il divieto riguardava esclusivamente Montalto e non anche altre zone del comune". Una precisazione necessaria, perché la formulazione dell’ordinanza sindacale non era esattamente cristallina. Se si va a logica, infatti, il testo diceva che il divieto di uso potabile dell’acqua – fino a nuova ordinanza – valeva sia per Montalto che per il resto dell’acquedotto. Di qui la reazione perplessa, anche su Facebook, di alcuni cittadini, che leggendo l’ordinanza si erano domandati quali zone riguardasse esattamente e se potevano bere l’acqua della loro. Spiega Chiarabilli: "Quella era la formulazione della comunicazione dell’Ast, una formulazione dalla quale non potevamo in alcun modo discostarci, pena conseguenze legali. Ma era chiaro che il divieto valeva solo per Montalto". Ma a questo punto la questione è puramente accademica, naturalmente, perché i valori sono tornati nella norma e il sindaco ha provveduto a revocare l’ordinanza di non potabilità.