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Spunta l’inquinamento dell’acqua di falda che scorre sotto l’area dove sorge il termovalorizzatore della società “A2A Ambiente”, in località Passovecchio. Lo ha certificato la stessa azienda con sede a Brescia con l’analisi di rischio sanitaria e ambientale. La quale è stata elaborata nell’ambito del rinnovo dell’Autorizzazione integrata ambientale che, il 14 luglio 2025, ha portato la Regione ad autorizzare i lavori di ammodernamento dell’impianto. Da qui la decisione del ministero dell’Ambiente di convocare la conferenza dei servizi istruttoria per approvare il documento che indica i livelli di contaminazione dell’acqua, redatto sulla base delle indagini svolte nella zona che ricade nel Sin di Crotone. Per questo motivo, l’Istituto superiore per la protezione e la ricerca ambientale, Arpacal, Istituto superiore di sanità, Asp e Inail, da un lato, hanno 15 giorni di tempo per chiedere informazioni e integrazioni all’impresa e dall’altro 45 giorni per rendere i loro pareri.
Com’è noto, 13 mesi fa la Regione ha dato il via libera ad A2A a realizzare una serie di opere ancora da avviare: un fabbricato per lo stoccaggio dei rifiuti da incenerire (con un accumulo massimo di 5 mila metri cubi), una struttura a ciclo termico, un edificio per la sala controllo, un camino, più ulteriori interventi secondari. Il tutto per continuare a lavorare 65 mila tonnellate all’anno di rifiuti pericolosi e non pericolosi per generare energia.







