Gli esseri umani hanno storicamente dimostrato grande capacità nel procurarsi risorse naturali anche da luoghi molto lontani. Questa abilità ha consentito alla civiltà umana di espandersi in tutto il mondo, anche in posti che altrimenti sarebbero stati considerati inospitali o insostenibili. Grazie all’ingegno e a una straordinaria determinazione, noi, il genere umano, abbiamo potuto prosperare al punto da perdere il contatto con le attività di estrazione delle risorse che hanno reso possibile il nostro progresso, attività che un tempo occupavano la vita quotidiana dei nostri antenati e che oggi, all’insaputa della maggior parte di noi, pongono sfide formidabili al nostro benessere di lungo periodo. Pochi si rendono conto dell’immensità delle infrastrutture e della complessità delle tecnologie necessarie per fornire cibo, energia e acqua alla moderna società, e ancor meno sono quelli che davvero comprendono le ampie interdipendenze tra cibo, energia e acqua, i tre sistemi essenziali alla vita umana.

La maggior parte delle persone non sa che le centrali elettriche a carbone, a gas e nucleari, che producono una quota sostanziale dell’elettricità nella maggior parte dei Paesi industrializzati, possono consumare fino a 200 litri di acqua per ogni kilowattora di elettricità generata, principalmente per raffreddare le proprie apparecchiature. Analogamente, molti ignorano l’importanza essenziale dell’energia nel funzionamento dei sistemi idrici, che la impiegano, tra l’altro, anche per estrarre acqua dolce dalle falde acquifere sotterranee e trasportarla su lunghe distanze fino a destinazioni remote.