L’acqua, l’energia e il cibo sono risorse fondamentali per qualsiasi economia. Da più di dieci anni una sempre crescente quantità di dati e di evidenze scientifiche ci ha portato a comprendere come questi sistemi di risorse siano strettamente interconnessi e non possano essere gestiti né regolati separatamente. Si prevede che la pressione su questi tre sistemi si farà più intensa: entro il 2050 la domanda idrica mondiale dovrebbe aumentare del 20-30 percento, quella energetica del 50 percento circa e la domanda alimentare del 50-60 percento.

Queste domande potranno essere soddisfatte solo adottando un approccio settoriale compartimentato. A livello mondiale, l’agricoltura assorbe quasi il 70 percento dei prelievi di acqua dolce, principalmente per l’irrigazione, e la produzione energetica ne assorbe un altro 10 percento, soprattutto per il raffreddamento delle centrali termoelettriche. A propria volta, l’energia serve per il trasporto, il trattamento e la desalinizzazione dell’acqua; il sistema alimentare consuma circa il 30 percento dell’energia mondiale, dalla produzione e trasformazione fino alla distribuzione e preparazione dei cibi.

Tale interdipendenza è diventata tema di dibattito politico intorno al 2011, quando la Bonn Nexus Conference e il rapporto sulla sicurezza idrica del World Economic Forum hanno dimostrato come ogni decisione presa in uno qualsiasi dei tre settori si ripercuota sugli altri due. Negli anni successivi si è formata una comunità di ricerca che ha sviluppato un vocabolario politico comune sul nesso acquaenergia- cibo e ha documentato le interdipendenze esistenti tra i tre elementi, sostenendo la necessità di una gestione e di una governance integrate che trattino acqua, energia e cibo come un unico sistema di sistemi.