L’Ucraina sta combattendo la guerra più tecnologica della storia, forse la prima in cui l’intelligenza artificiale può decidere da sola dove colpire. Eppure non è così facile lasciare agire i sistemi d’arma intelligenti per conto loro, neanche di fronte a un’invasione nemica. Kyjiv aveva un piano ben congegnato per colpire la Russia sul suo territorio, ma esitato, poi ha rinunciato a questa possibilità. Il piano si chiamava M&M. I droni avrebbero dovuto attraversare centinaia di chilometri senza un pilota umano a distanza, riconoscere autonomamente il bersaglio e colpirlo. Lo sciamo avrebbe deciso quando attaccare. È stato poi il presidente ucraino Volodymyr Zelensky a fermare tutto. Temeva che l’attacco dei droni a un aereo di linea civile a Mosca potesse essere interpretato come “pirateria”, soprattutto se avesse causato morti o feriti tra i passeggeri, il personale aeroportuale o i membri dell’equipaggio.
L’Ucraina cerca da tempo un modo per colpire la Russia e imporre la chiusura degli aeroporti, e i suoi attacchi con droni contro vari obiettivi in questi mesi hanno spesso raggiunto l’obiettivo, ma solo per brevi periodi. Mancano armi a lungo raggio sufficientemente precise e affidabili per colpire gli aeroporti russi senza rischi eccessivi per i civili.













