Strumento di interdizione operativa e kill zone La novità sostanziale, quindi, è che i droni non vengono più utilizzati solo per distruggere un carro armato o una postazione. I velivoli vengono ora impiegati per rendere instabile l'intero flusso dei rifornimenti. La guerra, quindi, non si combatte più solamente sul campo, l'obiettivo è ora annientare tutto ciò che alimenta il terreno di battaglia rendendo precario il sistema degli approvvigionamenti. Si allarga, di conseguenza, la zona di minaccia oltre il contatto diretto. Nascono così le cosiddette kill zone, aree di uccisione estese: zone in cui i convogli possono essere colpiti non appena si muovono, lungo strade, ponti e assi di rifornimento. Alcune tratte diventano quindi proibitive, ad altissimo rischio. Mosca è costretta a deviare i convogli, frammentare i carichi e proteggere le retrovie.
Guerra dei droni, il conflitto russo-ucraino entra nell’era dell’attacco automatizzato: ecco perché
La guerra tra Russia e Ucraina si combatte a suon di droni. Più economici, precisi e con scarso rischio per l'incolumità umana. Ecco perché vengono usati








