di
Marta Serafini
Il genio tecnico ucraino sta mandando in crisi la logistica russa: nel mirino mezzi e infrastrutture vitali per la macchina da guerra russa
«La capacità di controllare tutto ciò che transita nella parte meridionale del territorio occupato, in particolare dalla Crimea è a portata di mano». O, meglio, di drone. Parla di «razioni da fame» per le forze russe il gruppo di ricerca indipendente ucraino Deep State. Un’espressione che spiega bene come la nuova campagna ucraina dei droni non punti più soltanto a colpire i mezzi russi sulla linea del fronte ma abbia come obiettivo strozzarne la logistica.
Oltre il fronteIl principio è semplice: senza carburante, munizioni e rete di collegamenti sicura, la massa delle forze disponibili perde efficacia. Per questo Kiev sposta il baricentro degli attacchi verso il retrofronte, verso ciò che consente ai russi di continuare a combattere nel Sud e lungo il corridoio della Crimea. Un «blocco logistico» volto a «distruggere sistematicamente le capacità russe» ben oltre le linee del fronte e a «privarle della capacità di condurre operazioni di assalto», lo ha definito il mese scorso il giovane ministro della Difesa ucraino Mykhailo Fedorov. Tradotto: il genio militare ucraino sta cambiando il modo di fare la guerra.








