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I droni sono il fattore chiave del nuovo slancio dell'Ucraina registrato questo mese nella guerra che la vede opposta alla Russia. In particolare, la produzione massiccia, veloce e a costi ridotti di piattaforme innovative - a dimensioni inimmaginabili solo lo scorso anno - come i droni 'madre' FP-1 sganciano droni 'figli' equipaggiati di bombe che "aspettano seduti vicino a un aeroporto russo l'arrivo di un aereo per poi distruggerlo in fase di atterraggio". Solo pochi mesi dopo il crollo del morale degli ucraini, in seguito all'inverno al gelo e al buio appena trascorso, con la riduzione delle forniture militari degli Stati Uniti di Donald Trump e anche di altri alleati, le forze di Kiev sono riuscite a estendere la portata della guerra e a rallentare l'avanzamento delle forze russe sul teatro, con attacchi in profondità in Russia e creazione di 'kill zone' di spessore fino a 20 chilometri al fronte che bloccano, dal cielo, l'avanzata delle forze russe e aumentano le perdite del nemico (sia ad aprile che a marzo 35mila soldati russi sono stati uccisi o feriti al fronte, contro i 29.500 che Mosca riesca a reclutare ogni mese, secondo Kiev che può da sempre contare su un minor numero di forze che non i russi). "Le forze di Kiev hanno messo in discussione l'idea diffusa che la Russia, con le sue forze meglio equipaggiate e di dimensioni maggiori, avrebbe infine sconfitto l'Ucraina, amplificando la fiducia interna a un livello mai visto in anni", scrive il Financial Times in una lunga analisi della svolta militare in atto.









