Un drone russo Molniya equipaggiato con un modulo Nvidia Jetson Orin avrebbe selezionato autonomamente il proprio punto d'impatto, causando la morte di tre civili in una stazione di servizio nella regione di Zaporizhzhia. È quanto emerge da un'inchiesta del New York Times, che ha raccolto le testimonianze di comandanti della difesa aerea ucraina, specialisti di droni e investigatori che hanno analizzato i resti del velivolo.
Secondo la ricostruzione, il drone sarebbe stato lanciato da operatori umani con una rotta diretta verso la stazione di servizio, ma la scelta dell'obiettivo finale sarebbe stata affidata al software di bordo. Il sistema era stato addestrato a riconoscere specifiche categorie di oggetti, tra cui i serbatoi di propano, e avrebbe quindi identificato autonomamente il bersaglio da colpire.
La missione non si sarebbe però conclusa come previsto. Durante l'avvicinamento il drone non è riuscito a superare un edificio residenziale, ha urtato una parete ed è esploso vicino alle persone che si erano rifugiate nell'area sottostante, invece di colpire l'oggetto riconosciuto dal sistema di visione. Le vittime sono state identificate come Tetiana Bubynets, studentessa di 19 anni, e due uomini di 41 e 48 anni.










