TREVISO - «Non mi sono accorto di averla urtata e non sapevo che fosse la mia ex maestra, lo scopro adesso». Questo ha detto agli agenti della Polizia stradale il 25enne accusato di aver investito volontariamente con la sua auto una sua ex insegnante che procedeva in sella alla bicicletta. Il fatto è avvenuto lo scorso 25 aprile all'altezza dell'incrocio tra via Castagnole e via Ragazzi del '99, a Monigo lungo la Feltrina. Il 25enne era alla guida di una Toyota Rav 4 quando ha prima urtato una donna di 61 anni che procedeva in bicicletta e poi si è allontanato senza fermarsi a prestare soccorso. La donna è stata portata al Ca' Foncello in condizioni gravi ma non in pericolo di vita.
Nel giro di poche ore la Polizia stradale è però risalita al proprietario della Toyota e sporto denuncia per lesioni, oltre che per omissione di soccorso. A distanza di quattro mesi da quell'incidente gli investigatori hanno però aggravato la denuncia trasformandola in tentato omicidio. Rivedendo le immagini riprese da una dash-cam installata in un'auto che seguiva la Toyota, si vedrebbe l'auto del 25enne affiancare sulla sinistra la donna, una sua ex insegnante che attualmente lavora in una scuola materna, per superarla e poi sterzare bruscamente investendola. Per gli investigatori non ci sono dubbi: è stato un gesto volontario.La difesa La famiglia però respinge questa ricostruzione. «L'ipotesi di omicidio volontario confligge sia con la ricostruzione dell'incidente, sia con un fatto molto concreto: manca del tutto un movente. In realtà si è trattato solo di un incidente stradale», dice l'avvocato Stefano Pietrobon che sta seguendo il caso. «La Polizia stradale non ha tenuto conto di alcuni elementi per noi fondamentali, che si vedono nel video, tipo un'auto che arrivava in senso opposto proprio in quel momento e che ha sfanalato. Ma ci sono anche ulteriori dettagli che andremo ad approfondire». Pietrobon sottolinea anche un'altra cosa: «Il ragazzo si è presentato spontaneamente alla Polizia stradale. Non si è accorto dell'incidente. Ma quando gli agenti sono risaliti al proprietario dell'auto, che non è lui, e hanno chiesto chi ci fosse alla guida, il mio assistito si è subito presentato al comando».E, continua il legale, solo in quel momento ha saputo l'identità della signora che aveva investito: «In strada non si era accorto di chi fosse, lo ha saputo dalla polizia ed è rimasto stupito nell'apprendere che si trattasse di una sua ex insegnante che non vedeva da 20 anni». In questi mesi la famiglia del giovane ha fatto i suoi passi: «Abbiamo contattato la signora prima di tutto per accertarci delle sue condizioni - continua Pietrobon - e poi per esprimere vicinanza. Non c'è stata nessuna volontarietà in quell'incidente. Concordiamo poi con la preoccupazione espressa dalla Fism, la federazione delle scuole paritarie, che si augura che non ci sia un eccessivo clamore mediatico per consentire un anno scolastico sereno».L'indagine Intanto la famiglia del giovane e l'avvocato Pietrobon hanno chiesto un incidente probatorio affidando a un perito l'incarico di valutare bene la traiettoria dell'auto del 25enne e quella della bicicletta.








