Firenze, 26 agosto 2026 – E’ dall’inizio del Trecento che la sua famiglia produce vino. E lui, discendente della trentunesima generazione, aveva fatto della viticoltura un’attività moderna e dinamica, trasformando l’azienda di famiglia e contribuendo a lanciare la Toscana come terra di grandi vini. Se ne è andato a 97 anni Vittorio Frescobaldi, il marchese che aveva creduto e puntato all’internazionalizzazione dei mercati, ottenendo risultati sorprendenti, ricompensato con molti riconoscimenti, compresa l’onorificenza di Cavaliere del Lavoro nel 1977.
“Era estremamente dedito alla famiglia e al suo lavoro – racconta la nipote Tiziana Frescobaldi -. Uomo riservato, concreto, che non si perdeva in chiacchiere, di grande intelligenza e con uno spiccato senso dell’umorismo”. Vittorio Frescobaldi con Gianfranco Ferrè
L’attività lasciata al figlio Lamberto
Ormai aveva ceduto le redini delle attività al figlio Lamberto, ma la sua presenza, per quanto discreta, restava un punto di riferimento per l’intera famiglia. Una famiglia, da sempre fra le più influenti di Firenze, che aveva scelto di vivere nel cuore del centro storico, nel sontuoso palazzo rinascimentale in via Santo Spirito. Del resto la storia racconta che nel 1252 fu Lamberto Frescobaldi a costruire Ponte Santa Trinita per facilitare il collegamento tra le due sponde dell’Arno. Così come nel 1444, fu Stoldo di Lamberto Frescobaldi a donare alcuni terreni per la costruzione della Basilica di Santo Spirito, l’ultima grande opera di Filippo Brunelleschi.










